giovedì 24 novembre 2016

Sorridi spesso!

mercoledì 9 novembre 2016

Terza legge di Greer

Un programma di computer fa quello che gli dici, non quello che vuoi.

(Il secondo libro di Murphy di Arthur Bloch, 1991, Milano, Longanesi, 9788830408623)

martedì 8 novembre 2016

Legge di Fuller sul giornalismo

Più lontano accade una catastrofe o un incidente, più alto deve essere il numero di morti e feriti perché faccia notizia.

(Il secondo libro di Murphy di Arthur Bloch, 1991, Milano, Longanesi, 9788830408623)

Regola della Defafattualizzazione

L'informazione si degrada durante la propria scalata attraverso la burocrazia.

(Il secondo libro di Murphy di Arthur Bloch, 1991, Milano, Longanesi, 9788830408623)

venerdì 28 ottobre 2016

ISU Grand Prix of Figure Skating | 2016 Skate Canada International

Hershey Centre - Questo primo giorno di gara in quel di Missisauga si è concluso con gli atleti del settore maschile chiamati - al pari delle loro controparti femminili e dei loro colleghi dei settori coppie e danza - alla prova dello Short Program per stabilire la classifica provvisoria che domani (con il programma libero) determinerà i vincitori della tappa canadese di questo Gran Prix. Di seguito le personali ed opinabili impressioni sulla gara della sottoscritta. EDIT: Un ringraziamento speciale a Eurosport per aver deciso di rendere disponibili i filmati integrali della gara (anche se privi di qualsiasi commento), sono stati estremamente utili nella correzione delle impressioni buttate giù a caldo durante la diretta.   

Premessa. Le mie aspettative per questa seconda tappa dell'ISU GP si erano accresciute il 17 agosto in occasione dell'ingresso di Kevin Reynolds (CAN) al roster precedentemente annunciato a giugno. L'ingresso del pattinatore canadese rendeva, nella mia immaginazione, meno scontata la battaglia per il bronzo e dava il giusto contorno al confronto tra Patrick Chan e Yuzuru Hanyu per la leadership del settore maschile qui in Canada ad un nuovo loro episodio. Insomma, mi sarei aspettata un copione "già scritto" - si prega di notare le virgolette - ma la gara mi ha sorpreso (!) nel bene e nel male.

Di tutto quel che (non) è successo:
- Patrick Chan (CAN) VS Yuzuru Hanyu (JPN). Ufficialmente: La disfida sul programma corto se l'è aggiudicata il canadese, fatale all'atleta nipponico sono la combinazione non portata a termine causa caduta sul 4lo e un nuovo tonfo sul 3S. Nonostante Hanyu abbia saputo recuperare con un'interpretazione artistica e facendo ricorso alle proprie capacità artistiche, che hanno strappato più di un'ovazione al pubblico, la forbice tra i due pattinatori rimane sufficientemente ampia da permettere l'inserimento di Takahito Mura (JPN) e Kevin Reynolds (CAN) all'interno del podio provvisorio e spostare Yuzuro in quarta posizione! Qualsiasi pronostico viene a cadere e lo scenario più probabile, al momento, sarà una sessione di programma libero che chiederà a ciascun di loro di non commettere errori e dare il massimo per ottenere un avanzamento di classica o - nel caso di Chan - di non farsi strappare la prima posizione dai concorrenti. Ufficiosamente: La giornata è stata scandita da prestazioni tutt'altro che perfette, dove alle cadute si sono accompagnate imprecisioni e una certa qual lentezza nelle esecuzioni. Sono decisamente lontana dall'esaltazione provata durante la tappa americana del Grand Prix e mi domando se causa di ciò siano le aspettative troppe alte che ho rivolto in direzione dei pattinatori in gara, è troppo chiedere prestazioni monumentali quando si è ancora in fase di perfezionamento? Anche se ci si rivolge ad osservare campioni del calibro di Patrick Chan e Yuzuru Hany? Ora attendo il free skating per vedere chi e come andrà a costruire il podio. Vorrei il riscatto di Hanyu, per cominciare, ma anche una pattinata più veloce e sicura da parte di Reynolds... giusto per restare nell'ottica dei pattinatori che hanno il mio tifo.
- Michal Brezina (CZE) si presenta con il programma corto dell'anno scorso, ma gli errori inficiano la qualità della prestazione. Un confronto diretto tra l'esecuzione odierna e quella della medesima tappa dell'ISU GP nel 2015 mostra come il programma abbia avuto un peggioramento a partire da quelle criticità già presenti l'anno scorso, ma qui venute pienamente alla luce in forma di errore. Non sono abituata a vederlo così ed anche per lui attendo un riscatto durante la prova del libero!
- Il movimento israeliano in crescita. Da tenere sotto osservazione, per come si evolverà nel corso di questa stagione, l'atleta Daniel Samohin (ISR) qui al suo debutto negli ISU GP categoria senior. Il vincitore del titolo mondiale juniores, con una prestazione che gli è valsa il record del mondo per il punteggio del programma libero nella relativa categoria, scende sul ghiaccio annunciando elementi importanti (4T, 4S+2T, 3A per citare solo i salti) e riesce a convincere, nonostante alcune sbavature a cui seguono l'assegnazione di GOE negativi da parte dei giudici. C'è la volontà di essere considerato immediatamente un atleta papabile per la testa di serie, vi riuscirà? Dita incrociate affinché i risultati siano costanti.
- Il gruppo degli inseguitori - Misha Ge (UZB), Han Yan (CHN), Liam Firus (CAN), Ross Miner (USA), Grant Hochstein (USA), Alex Petrov (RUS) - si presenta anche qui compatto non solo per i punteggi ottenuti, ma anche per la qualità delle prove offerte. Ciascuno migliora secondo i propri tempi, ma nessuno spicca con forza.  
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domenica 23 ottobre 2016

ISU Grand Prix of Figure Skating | 2016 Progressive Skate America

Sears Centre, Chicago - Si conclude, con l'esecuzione dei programmi liberi che decideranno il podio per il settore maschile e la danza, la tappa americana degli ISU GP. In ragione dell'orario di inizio della gara, le 11:40 a Chicago, voglio esprimere in quest'occasione i miei ringraziamenti al mio gruppo di contatti russi per avermi procurato in tempi estremamente veloci le registrazioni provenienti da Eurosport. Se non fosse stato per loro... probabilmente questo pezzo di gara mi sarebbe rimasto estraneo!

Cose che mi sono piaciute:
- Il podio: Shoma Uno (JPN), Jason Brown (USA) e Adam Rippon (USA). Ancora una volta l'ordine di discesa favorisce lo spettacolo permettendoci di godere delle differenze stilistiche esistenti tra questi tre pattinatori e della loro versatilità interpretativa. Se il livello qualitativo di partenza è questo, cosa non saranno i mondiali quest'anno?! Nella "civil war" americana i giudici portano a vincitore Jason Brown, ma io ho apprezzato di più il libero di Adam Rippon. Un cigno su ghiaccio, questa è l'immagine che mi ha lasciato. Ogni suo movimento sembrava invitare a guardare, ma anche a rifuggire sguardi troppi intensi. Un'interpretazione che non sfigurerebbe su un palco di teatro! Il tempo di questa commozione è durato fino al primo passo su ghiaccio del pattinatore nipponico che, sulle musiche di Astor Piazzolla, ha lanciato il suo guanto di sfida in direzione dei propri contendenti in questa competizione e, penso più in generale, agli appartenenti alla scuderia nipponica. Un'altra "civil war" sarà decidere chi - tra Shoma Uno e Yuzuru Hanyu - sia maggiormente meritevole del ruolo di leader in vista di PyeongChang 2018 (e Tokyo 2020, vista la leva dei due atleti) per il settore maschile. Davvero, cosa non è stato questo programma? Tralasciando la caduta quasi in chiusura, la sequenza tecnica scelta è spaventosamente alta per la summa di coeficienti di difficoltà! Si contano tre salti quadrupli, con il 4T che, in combinazione con un 2T, apre la sequenza di tre salti tripli (3Lz, 3A, 3S) siti nella seconda parte del programma. Un chiaro indizio di come l'atleta sia capace di resistere allo sforzo fisico! Le trottole sono state la ciliegina sulla fetta di torta rappresentata dal TES! Davvero, io ero a bocca aperta, ed ho avuto i brividi d'esaltazione perché non era solo uno sforzo atletico ma anche una prova di grande valore artistico! <Trascinante>, <Perfettamente in sincrono con i ritmi musicali> sono solo alcune delle frasi che ho ripetuto più volte durante la visione. Questo programma è una gemma, da conservare. Punto!
- Il programma libero di Sergei Voronov (RUS). Alla fine della competizione americana finirà quarto e con sommo merito! Nonostante l'agguerrita concorrenza di atleti più giovani ed elastici (Boyang Jin e Nam Nguyen sono stati i suoi concorrenti diretti per la medaglia di legno) l'atleta russo ha saputo dimostrarsi ancora competitivo, presentando un programma di qualità che lascia me (ed i commentatori britannici di Eurosport) in delirio. "We have a new leader"! Sì, se dobbiamo puntare su qualcuno che traini il settore maschile della nazionale russa, Voronov - se conferma questi risultati nei prossimi appuntamenti a cui è stato eletto - sarà la persona giusta! Continuo a tenere le dita incrociate!

A contorno:
- Il confronto, non troppo indiretto, offerto dai programmi liberi di Nam Nguyen (CAN) e Boyang Jin (CHN). L'atleta cinese si riscatta, MA davvero convince? Per me, tolta la capacità di eccezionale saltatore, manca ancora molto sul piano artistico affinché possa dirsi veramente completamente degno di merito... qualità, invece, possedute dal pattinatore canadese. Insomma, nonostante siano passati sei anni dalle polemiche venute alla luce durante Vancouver 2010, la questione rimane a suo modo aperta. Può il solo merito tecnico trascinare sul podio un atleta? Trattandosi di uno sport artistico, non bisognerebbe dare maggior valore ai valori costituenti i PCS? Io rimango a sostengo dell'opzione "In medio stat virtus" e fortunatamente il podio di Skate America - si veda sopra - sembra essere d'accordo con me. Non rimane da vedere come si evolveranno questi due atleti in questa stagione.
- Pioggia di season best per il gruppo degli inseguitori - Maxim Kovtun (RUS), Brendan Kerry (AUS), Timothy Dolensky (USA) e Jorik Hendrickx (BEL) - anche se non sono mancati errori tra salti mancati, scivolate e cadute. Sono stati un buon primo gruppo, ma come più spesso accade negli ultimi anni, la forbice di punti costituente il distacco tra le due sezioni di classifica è stata così ampia da far pensare all'esistenza di due gare nella gara.
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sabato 22 ottobre 2016

ISU Grand Prix of Figure Skating | 2016 Progressive Skate America

Sears Centre, Chicago - Nel secondo giorno di gare tutte e quattro le discipline del pattinaggio artistico sono scese sul ghiaccio. I programmi liberi hanno deciso i podi per le categorie "Ladies" e "Pairs" mentre le sessioni di Short Program e Short Dance hanno stabilito la classifica provvisoria per il settore maschile e quello di danza che troveranno domani la propria fase di definizione.
Complice il fuso orario della città americana, cinque ore d'anticipo, la mia personalissima giornata di tifo è iniziata presto... alle 08:05 (corrispondenti alle loro 13:05) ...con il programma corto maschile. Di seguito le mie personali ed opinabili impressioni sulla gara.

Premessa.
Anche quest'anno la lista degli aventi diritto, divulgata dall'ISU a giugno, ha subito dei rimaneggiamenti! Il 16 agosto è stato inserito Dolensky (USA), mentre ad ottobre - praticamente alla vigilia dell'evento - sono pervenute le defezioni di Daisuke Murami (JPN) e Denis Ten (KAZ). Se l'atleta giapponese ha accusato un infortunio, sulle motivazioni che hanno spinto l'atleta kazako a non presenziare al primo ISU GP di questa stagione si possono fare solo delle illazioni poiché non c'è uno straccio di comunicato ufficiale da parte della sua federazione o del suo coach (o quanto meno io non l'ho trovato)! Di certo c'è che per entrambi questi ritiri non si è proceduto a una sostituzione e così il rooster dello Short Program si presenta con un'ordine di discesa di solamente dieci atleti.

Cose che mi sono piaciute:
- il podio provvisorio: Shoma Uno (JPN), Adam Rippon (USA) e Jason Brown (USA). Tre atleti per altrettanti stili differenti nell'approccio alla disciplina, che le scelte musicali e l'ordine di discesa nel secondo gruppo (rispettivamente nono, decimo e ottavo) hanno contribuito a sottolineare.
La discriminante per la formazione della classifica finale è stata ancora una volta la sezione tecnica. L'atleta nipponico si è imposto, nonostante l'assegnazione di GOE negativi, con l'esecuzione di un quadruplo flip... ricordandoci che lui è il primo (ed attualmente unico) al mondo in grado di eseguire in gara un salto con un simile coeficiente di difficoltà! Tuttavia questo vantaggio non è così ampio e si trova a fare i conti con i centesimi assegnati sulle voci di merito artistico. Tralasciando le deduzioni assegnate si può vedere come ognuno di questi tre atleti abbia la propria specialità: Shoma Uno guadagna il miglior punteggio per le Skating Skills, a Jason Brown sono consegnati Transitions e Composition e ad Adam Rippon vanno Performance e Interpretation of the Music. Questa situazione crea scenari che descrivere come interessanti è un eufemismo per il programma libero di domani! Di mio posso dire di essere d'accordo con la classifica. Shoma Uno ha presentato un programma d'ispirazione classica, insendovi la propria volontà d'esserci, ma ad Adam Rippon riconosco il merito di aver portato in pista ritmi solitamente lasciati alle esibizioni o agli allenamenti e di essere stato l'unico tra i convenuti all'evento a completare un programma corto pulito (ma anche privo di salti quadrupli). 
- il riscatto di Nam Nguyen (CAN). Dopo le prestazioni deludenti della scorsa stagione che l'hanno portato ad un quarto posto ai campionati nazionali canadesi ed in ventisettesima posizione nel ranking mondiale, l'atleta ha deciso di presentarsi a Skate America con una prestazione quasi priva di errori così da riguadagnare la propria immagine di stella nascente nel movimento canadese (nonché di possibile delfino di Patrick Chan). La prova offerta in questo Short Program mi ha convinto che ci sono buone possibilità affinché quest'anno possa riguadagnare il prestigio perduto ma per quanto riguarda un possibile podio internazionale sono scettica, salvo incidenti dell'ultima ora, perché la competizione è sempre più serrata e giocata sui centesimi!

Cose discutibili:
- Le cadute dalla ragnatela di Boyang Jin (CHN). Nella passata stagione il pattinatore cinese ha saputo strappare più di un consenso in ragione di un mix ben riuscito di capacità tecniche ed interpretative, ma oggi di questo competitor al podio mondiale sembra non esserci traccia. Gli errori sono tanti, ma tra tutte si segnala la caduta d'apetura sul sul 4Lz+COMBO, tale è la potenza di spinta messa dall'atleta nell'esecuzione del salto che quando cade si ritrova a scivolare in direzione di quel punto della pista in cui è presente il varco usato dalla regia internazionale per muovere le telecamere... per un attimo ho temuto di vedere una variante del celebre incidente di Midori Ito! (Ma in seguito all'episodio appena citato non si era deciso di spostare l'ubicazione dei varchi per abbassare il rischio di tali invoncenienti?)
- L'incognita Maxim Kovtun (RUS). La domanda è: cosa è successo? A giudicare dallo sguardo smarrito sul volto dell'atleta, azzarderei un problema di concentrazione. Altresì non saprei spiegarmi quale acciacco fisico possa averlo portato a sgretolare il proprio potenziale in questa maniera. Non è stato bello da vedere e a peggiorare le cose c'è da considerare che lui è (salvo cambiamenti prossimi a venire) l'uomo di punta per il settore maschile russo. Qualcuno faccia qualcosa!

A contorno:
- Considerando l'orario di gara (secondo il fuso orario italiano) ringrazio l'orario di discesa di Brendan Kerry (AUS), Jork Hendrickx (BEL) e Timothy Dolensky (USA) per aver scelto musiche non aggressive. I loro programmi sono stati dei dolci risvegli.
- C'era anche Sergei Voronov (RUS)! Non uno dei miei preferiti, ma gli riconosco la forza di continuare a scendere sul ghiaccio e a non esitare, nella sua ricerca di risultati, a cambiare persino allenatore! A questo giro, complice anche la prestazione non eccelsa di Kovtun, sarà lui a dover tenere alta la bandiera russa in quest'edizione di Skate America. Dita incrociate.
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